Il catering diventa un’esperienza Slow Food

Da che se ne abbia memoria, il cibo ha avuto sempre un ruolo di primo piano nella vita degli uomini, con ciò non si vuole intendere solo la normale necessità di nutrirsi per sopravvivere, ma anche all’espressione della propria identità culturale, nonché come tratto distintivo tra i vari ceti sociali, ad esempio nella sua Regola, San Benedetto dedica sette capitoli all’alimentazione dei monaci, un mezzo con cui distinguersi da chi non apparteneva alla Chiesa, considerati quindi peccatori e deboli davanti alle tentazioni della gola.

La dieta dei monaci era basata esclusivamente sul consumo di: carni bianche, pesci e prodotti ottenuti grazie al duro lavoro nell’orto, in contrapposizione alla carne, alimento prediletto di sovrani e nobiltà ossia il simbolo della caducità del corpo.

Con l’andare del tempo il cibo perse la sua anima metaforica fino a quasi scomparire definitivamente con l’avvento della Globalizzazione. Da circa vent’anni, infatti, questo fenomeno ha coinvolto anche l’industria alimentare, omologando in sostanza tutte le diete del mondo ed è in questo contesto che diverse società di catering che, come Piaceri d’Italia, hanno deciso di abbracciare i principi dello Slow Food.

 

Cos’è lo Slow Food?

Per comprendere cosa intendiamo per il catering che si trasforma in un’esperienza Slow Food, è necessario spiegare prima cosa sia quest’ultimo.

Innanzitutto il concetto di Slow Food nesce dall’associazione no-profit omonima che promuove l’importanza di un’alimentazione corretta, buona e pulita per tutti, ridando dunque il giusto valore al cibo e nel pieno rispetto dell’ambiente.

Un ritorno quindi alle tradizioni culinarie regionali e nazionali e al piacere del pasto, in risposta alla moda dilagante del Fast Food in cui il cibo viene interpretato come semplice merce di profitto, consumo rapido e bassa qualità delle materie prime.

 

Catering e Slow Food: nasce un nuovo connubio

Quando il Catering abbraccia la filosofia Slow Food ne nasce un’esperienza unica, significa assaporare cibi preparati seguendo questi tre pilastri:

  • Buoni: le materie prime sono tutte gustose, fresche e soprattutto stagionali.
  • Pulite: un inquinamento a bassissimo impatto ambientale
  • Giusti: le materie prime sono poco trattate e quindi più nutrienti, inoltre non provengono da agricolture intensive ma ecosostenibili e nel rispetto di chi ci lavora e le produce.

A prescindere dal luogo in cui verrà svolto, un servizio catering che si possa definire Slow Food, dovrà offrire un menù che sappia valorizzare i prodotti tipici locali, magari con un tocco di fantasia reinterpretando i piatti della cucina tradizionale.

Un altro esempio? La carne non dovrebbe provenire da allevamenti industriali in cui il mangime arriva da coltivazioni intensive, ma da allevamenti a piccola scala nei quali il mangime proviene dalla terra su cui è allevato il bestiame.

Potremmo dedicare un milione di altre parole e di esempi allo Slow Food abbinato al Catering, purtroppo non è questa la sede ideale. Speriamo di esserti stato d’aiuto per organizzare il tuo prossimo catering offrendo cibo di qualità ai tuoi ospiti, se hai dubbi o vuoi avere maggiori informazioni puoi contattarci senza impegno compilando il nostro Form.

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